La morte dei ricchi

Redazione

La morte dei ricchi

- giovedì 03 Settembre 2020 - 07:00
La morte dei ricchi

Quanto conta morire da poveri o morire in condizioni agiate? Circondarsi di fasto anche da cadaveri ha sempre rappresentato motivo di distinzione. Fino a qualche secolo fa, poi, non ne parliamo…. La morte dei ricchi

La morte dei ricchi. Ci apprestiamo a mostrare le principali differenze che, in passato, distinguevano i comportamenti dei nobili da quelli del popolino palermitano, durante il periodo del lutto. Tra il XVII e il XIX secolo, i funerali dei ricchi si traducevano in una vera e propria gara di fasto. Quasi a volere attestare quanto grave fosse stata la perdita. L’importanza e l’influenza che il defunto aveva mantenuto in vita dovevano, nell’estremo giorno, essere espresse dalla magnificenza della macchina funebre. Tanto più alto era il catafalco, quanto più potente era il rango del defunto.

Nell’apparato effimero, l’ultimo momento di gloria

L’artista prediletto per l’occasione sceglieva il tipo di stoffa da utilizzare nell’addobbo della chiesa. Inoltre, disegnava con minuzia di particolari la posizione degli addobbi funebri con precise aspettative scenografiche.
L’apparato era composto di drappi, tabelle, stemmi, quadroni illustranti meriti e vicende biografiche.
Il defunto, attraverso questo apparato effimero e il lusso appariscente dell’oro e della seta, trovava l’ultimo momento di gloria. Queste usanze, presso i nobili, erano legate alla vanità e alla volontà di mettersi in mostra. Non erano dettate da un dolore per la perdita di un congiunto. Tutto ciò fu talmente manifesto che il bisogno di innalzare apparati effimeri, allontanò sempre più il dolore per la perdita. Tanto che la presenza delle pratiche nei funerali divenne sempre più diffusa.

Il funerale dei ricchi diventa un evento pubblico

Il funerale per celebrare la morte dei ricchi diventa così un fatto straordinariamente pubblico. Importante, perciò, fu il ruolo delle maestranze per la posizione che rivestivano nella creazione delle ‘macchine funebri’. Tra gli architetti prendono posto alcuni tra i più rappresentativi della loro epoca. Altri, pur definiti minori, si distinsero per la loro personalità tecnica, per il genio artistico, oltre che per la preparazione culturale.

Rivalità tra gli architetti

E interessante notare come anche la realizzazione di apparati effimeri si colgano gli influssi neo-realistici dell’architettura.
Oltre tutto, una sorta di rivalità tra gli architetti si veniva a creare in funzione alla committenza. Dal tipo di cerimonia da organizzare, vigeva una sorta di diritto di prelazione. Così i funerali reali erano un’esclusiva degli architetti della Corona. Quelli papali, arcivescovili, ecclesiastici in genere, spettavano a quelli della Cattedrale. Quelli di personalità istituzionali affidati agli architetti comunali. Di conseguenza  era la possibilità del nobile potersi avvalere del progetto e della supervisione di uno anziché di un altro.

L’organizzazione del funerale dei ricchi è molto ambita

La morte dei ricchi era un evento straordinariamente pubblico. L’incarico di progettare la morte dei ricchi era tra i ruoli più ambiti dagli architetti dell’epoca. Ciò in relazione all’importanza, alla posizione in società, alla ricchezza del defunto. Comunque, costituiva un’occasione che permetteva a loro fama e credito.

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