Paure collettive

Redazione

Paure collettive

- sabato 05 Settembre 2020 - 07:00
Paure collettive

Fobie di questo secolo. La fragilità degli esseri umani viene messa continuamente a dura prova dalle grandi paure collettive

La più casalinga e la sindrome della data di scadenza.
La più pericolosa è l’atarassofobia, cioè la paura di vivere senza stimoli, che genera azioni criminose come il bullismo o azioni insulse di vario genere.
Le fobie di questo secolo sono più diffuse di quanto si immagini e vengono fuori, a volte, da un po’ di chiacchiere anche in luoghi piacevoli e rilassanti.
Chi non ha intrattenuto discussioni molto noiose e molto dettagliate sui disturbi fisici con relative prescrizioni mediche da persone che in realtà stanno benissimo, dato che hanno l’energia per stendere il piano medico dei pazienti di un intera corsia?

La mania della chirurgia estetica

E chi non si chiede perché una palpebra pendula e un paio di labbra morbide dall’età nascoste in modo artificioso da botulino e altre gelatine chimiche sono considerate magia da chirurgia estetica anche se sconvolgono il sorriso e l’espressione della persona così rifatta?
Anche questi sono esempi di paurecollettive o paure dell’ XXI secolo come ipocondria, la paura delle malattie, e la quasimodofobia. La paura è la paura di essere brutti e quindi non accettati dagli altri.

Manie e Fobie: nemici invisibili


I fantasmi e le paure collettive non si fermano qui. A volte, oltre all’ambito personale toccano anche quello sociale, provocando comportamenti e convinzioni a dir poco paradossali.
In molti casi, le fobie vengono fuori da nemici invisibili che si annidano nella nostra psiche, colpendo in pieno la consapevolezza di sé e l’autostima.
Il pensiero di non essere fisicamente ed esteticamente adeguati al contesto in cui si vive produce la pauperofobia, cioè la paura di sembrare poveri e di non raggiungere standard di benessere elevati. Da qui la corsa frenetica all’ultimo acquisto dettato dalla moda, per colmare quel desiderio di possesso che, se negato, provoca angoscia e solitudine.
Ma sono proprio queste paure che creano una perenne insicurezza verso il futuro.

La biofobia


La biofobia è la paura che il nostro pianeta stia morendo a causa di disastri ecologici ed epidemie, vere o presunte, come la Sars, influenza killer o la BSE. Queste sono tutte paure collettive per eccellenza. Non osiamo immaginare quale sarà nella nostra mente l’effetto Covid19, una volta passato, negli anni a venire e per quanti anni ancora.
Niente sembra più come una volta. Lo stato di ansietà provocato dal buco di ozono, dallo scioglimento dei ghiacciai, dal mare moto e dei terremoti non aiuta a vivere serenamente il nostro tempo. Un coinvolgimento emotivo completo, definito come epidemia psichica, è spesso alimentato dai mezzi di comunicazione di massa e continuamente rinnovato da notizie fuorvianti e provocatori. Questi virus della paura invadono il nostro quotidiano e ci legano ad una spirale di sovreccitazione collettiva in continuo cambiamento.

Finisce una e comincia l’altra

Appena ne cessa uno se ne presenta subito un altro ancora più inquietante, 7di cui prima non si sospettava neppure l’esistenza. Le paure collettive sono innumerev
Tutto ciò sembra concorrere alla perdita dei veri piaceri della vita che, in fondo, dovrebbero essere riconducibili ad un sano equilibrio fra noi e la realtà che ci circonda. Ricordando quanto affermava Franklin Roosevelt: “… l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura…”.   

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