Amarcord… Corleone

Pippo La Barba

Amarcord… Corleone

- venerdì 25 Settembre 2020 - 07:54
Amarcord… Corleone

Un ritorno al passato nel romanzo di Vincenzo Ruffino "Corleone - Quando i sogni nascevano in Piazza Soprana". L'autore, nativo di Corleone, ingegnere e dirigente d’azienda impegnato prevalentemente in progetti di sviluppo all'estero, ci fa scoprire con passione la vera anima dei corleonesi al di là delle generalizzazioni mediatiche che ne hanno offuscato l'identità

Tanti risvolti umani in questo libro di Vincenzo Ruffino, infarcito  di semplicità e di religiosità condivisa.

La trama

Luca nella sua sensibilità di bambino coltiva un tenero amore per la coetanea Giuliana. L’incanto si interrompe quando Giuliana con la famiglia per lavoro va via. Era il tempo della emigrazione di massa che tristemente spopolò e impoverì il Sud a vantaggio del Nord. E’ allora che Luca comprende quanto abbia pesato su di lui la mancanza dell’affetto della madre, venuta meno prematuramente. Per questo lascia anche lui amareggiato Corleone e raggiunge i fratelli in Inghilterra.
E’ in breve la trama del romanzo.

La vera Corleone

Ma, al di là della trama, il filo tenue della vicenda serve a Vincenzo Ruffino a fornirci uno spaccato veritiero della Corleone del dopoguerra e degli anni immediatamente successivi nei quali anche lui ha vissuto infanzia e adolescenza.

I veri valori

Sono descritti in forma scorrevole luoghi e soprattutto personaggi che hanno popolato il suo immaginario, ma che acquistano significati emblematici nel comporre un quadro di costume fatto di modi di vivere e di comportamenti ben definiti. Ne viene fuori una Corleone agreste, dove contano sicuramente i valori familiari e dove tuttavia una religiosità ammantata di misticismo non preclude l’incanto degli innamoramenti e le serenate al chiaro di luna.

Una terra dall’animo profondo

Corleone è stata sempre un terra dal carattere duro segnata da forti contrasti: terra di eroi e di prevaricatori, di santi e di agnostici, di letterati e artisti insigni e di analfabeti.

Semplicità e disponibilità

Ma quello che emerge daI racconto di Ruffino è proprio la semplicità del popolo minuto, la sua disponibilità istintiva fatta di slanci verso la vita.

Corleone negli Cinquanta

Negli anni cinquanta Corleone, oltre che di sale da ballo per soli uomini, abbondava di personaggi strani; uno di questi era “Cantalanotti”, così chiamato perché amava girare solingo di notte cantando a squarciagola appassionate canzoni d’amore dai versi indecifrabili. Questi personaggi facevano parte dell’habitat naturale. Erano popolari in tutti i quartieri e venivano trattati con caloroso affetto dai compaesani. Quando apparivano erano circondati festosamente da picciriddi e granni. Una comunità umana, che faceva della semplicità la propria cifra distintiva e del rispetto verso gli altri una regola di vita.

Le emozioni

La lettura di questo libro provoca emozioni sia a chi ha vissuto quei tempi che ai giovani di oggi che non hanno potuto godere della libertà e della spensieratezza di allora.

Autore: Vincenzo Ruffino
Titolo: CORLEONE – Quando i sogni nascevano in Piazza Soprana
Edizioni: youcanprint

Un commento

  1. Francesco Galioto ha detto:

    Non avendo letto il libro, non posso esprimere un parere. Tuttavia, dalla recensione di Pippo La Barba si può coglierne lo spirito e l’intenzione dell’autore di svelare una Corleone diversa dai luoghi comuni. Non so se è sottaciuto volontariamente, dall’autore o dallo stesso La Barba, il fatto che in ogni città, paese o contrada, nel tempo, sempre è esistito un “cantalanotti”. Bisognerebbe capire se questi come un hilander è sempre lo stesso, che si presenta e ripresenta in ogni luogo e in ogni tempo, con le sue serenate notturne, o se non è un semplice modo di indicare il soggetto, che possibilmente è esistito ed esiste ovunque. E questo vale per i tanti “cantalanotti” come per altri hilander metropolitani.

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