Ipertrofia prostatica benigna si risolve con la TURP

Redazione

Ipertrofia prostatica benigna si risolve con la TURP

- venerdì 13 Novembre 2020 - 07:00
Ipertrofia prostatica benigna si risolve con la TURP

Patologie prostatiche: prevenzione e chirurgia endoscopica per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna. Al Maria Eleonora Hospital di Palermo l’équipe di Urologia interviene con l’operazione di TURP, considerata il gold standard per il trattamento dell’IPB


A cura di Elena Sabino

Novembre è il mese dedicato alla sensibilizzazione circa l’importanza della prevenzione delle patologie prostatiche. Il movimento “Movember” (unione di November e Moustache, ovvero novembre e baffi) nasce con lo scopo di accrescere la consapevolezza su patologie maschili urologiche. Tra questi, il tumore a testicoli e prostata e l’IPB – Ipertrofia Prostatica Benigna.

Lo scorso anno, in Italia,37 mila nuove diagnosi di tumore prostatico

In Italia, si stima che nel 2019 siano state effettuate 37 mila nuove diagnosi di tumore prostatico, la 4° tipologia di tumore più diffusa. Mentre sono oltre 6 milioni i cittadini colpiti da IPB, Ipertrofia Prostatica Benigna, ovvero circa l’80% della popolazione maschile tra 70 e 80 anni.

L’intervento di TURP è il gold standard

Presso Maria Eleonora Hospital prosegue l’attività dell’équipe di Urologia, che tratta i pazienti con IPB grazie all’intervento di TURP (TransUrethral Resection of the Prostate). Questo intervento è considerato il gold standard.Ovvero, l’operazione ritenuta più accurata per trattare la patologia prostatica. Infatti, coniuga mininvasività e precisione, con un vantaggio per il paziente in termini di tempi di recupero post operatori. Favorendo, inoltre, una più rapida ripresa della quotidianità. La durata dell’intervento di TURP varia in relazione alle dimensioni della prostata. Mediamente, va dai 30 ai 60 minuti e in media richiede due giorni di degenza.

Cos’è il TURP?

“Ancora oggi la TURP rimane il gold standard nel trattamento dell’IPB – commenta il dott. Salvo Lo Giudice, responsabile dell’Unità Operativa di Urologia a Maria Eleonora Hospital –. Si definisce TURP la resezione endoscopica trans-uretrale della prostata. Presso il nostro Ospedale viene utilizzato un resettore bipolare, mettendo in pratica una tecnica più precisa rispetto a quella che utilizza il resettore monopolare”.

Villa Maria Eleonora

L’approccio endoscopico

L’intervento di TURP utilizza un approccio endoscopico. La cute del paziente non viene incisa ma, attraverso l’uretra, viene introdotto un resettore per asportare la porzione centrale della prostata interessata dall’ipertrofia benigna. In particolare, presso Maria Eleonora Hospital viene utilizzato un resettore bipolare. Qesto aumenta l’accuratezza della procedura, circoscrivendo le zone da rimuovere e rendendo questo trattamento sicuro anche per i pazienti con impianti elettronici, come pacemaker. Non necessita di piastra elettrica rispetto al resettore monopolare.

Visita urologica

Le alternative alla Turp

La ricerca e l’evoluzione tecnologica hanno permesso di ideare delle alternative alla TURP, quali la vaporizzazione al plasma, il laser ad olmio ed altre metodiche.


La TURP rimane il punto di riferimento per la terapia dell’IPB

“Tuttavia, la TURP rimane il punto di riferimento per la terapia dell’IPB. Infatti, consente un maggior indice di successo nell’alleviare i sintomi più comuni della patologia. Nonché, un basso tasso di ritrattamento nel follow up a lungo termine” commenta il dott. Lo Giudice.


L’importanza della prevenzione

La prevenzione è il primo passo per prendersi cura della propria salute.

“Fare prevenzione per modificare l’evoluzione di tutte le patologie neoplastiche è fondamentale. E, nel caso del tumore prostatico è anche molto semplice. Ciò, perché circoscritta ad un prelievo di sangue per la determinazione della concentrazione ematica del PSA, da eseguire una volta l’anno. Ma anche ad una visita urologica da effettuare ogni due anni” – spiega il dott. Lo Giudice –. Consigliamo di sottoporsi a percorsi di prevenzione a tutti gli uomini al di sopra dei 45 anni, specie se questi presentano familiarità verso tale patologia”.


Il PSA

Il PSA (Prostate Specific Antigen, ovvero Antigene Prostatico Specifico) è una sostanza prodotta dalle ghiandole della prostata contenuta nel sangue. Con un semplice prelievo ematico è possibile verificare un’eventuale anomalia. Si tratta infatti di un marcatore di patologia d’organo. Ad un valore alto corrisponde un problema alla prostata, non necessariamente una neoplasia, ma anche altre patologie come l’IPB o un’infiammazione. È così possibile attivare cure idonee al trattamento della problematica individuata.Che cos’è l’IPB – Ipertrofia Prostatica Benigna


Che cos’è l’IPB – Ipertrofia Prostatica Benigna

L’ipertrofia prostatica benigna è un ingrossamento della prostata, che si manifesta generalmente dopo i 50 anni, le cui cause non sono propriamente note. Tuttavia, si riscontrano numerosi fattori di rischio. Tra questi, l’avanzare dell’età che determina una variazione dell’assetto ormonale (andropausa) e potrebbe essere alla base dell’aumento del volume della ghiandola. L’ingrossamento della prostata tende a comprimere il tratto di uretra, compromettendo le funzioni urinarie e sessuali.

I sintomi

Tra i sintomi principali si riscontrano dunque variazioni al corretto flusso urinario (ridotto, intermittente, aumento degli stimoli alla minzione, ritenzione urinaria).

Le terapie

Le terapie messe in campo mirano alla risoluzione della sintomatologia, con una ritrovata qualità della vita. Tra l’altro, rimuovendo le complicanze a lungo termine che possono scaturire da una scorretta funzionalità urinaria (quali ritenzione, calcolosi e insufficienza renale cronica).

Dopo il farmaco, l’intervento chirurgico

Dopo un primo approccio di tipo farmacologico, che può essere sufficiente a trattare i sintomi ma non è risolutivo, si ricorre alla chirurgia. Utile per ridurre il volume prostatico ai valori di origine e riottenere una buona funzione vescicale.

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