Tari 2020: sconto per mancato servizio di raccolta

Associazione europea consumatori indipendenti

Tari 2020: sconto per mancato servizio di raccolta

- lunedì 14 Dicembre 2020 - 09:25
Tari 2020: sconto per mancato servizio di raccolta

Tari 2020: una recentissima sentenza di Cassazione ha stabilito la misura di sconto prevista al contribuente in caso di mancato servizio di raccolta dei rifiuti

Tari 2020. La raccolta dei rifiuti è stato da sempre un problema molto serio nel nostro paese, in varie occasioni la ns. Associazione ha condotto delle iniziative di sensibilizzazione affinché i cittadini rispettassero, nel rispetto delle norme, i regolari conferimenti dei rifiuti nei cassonetti e si impegnassero, ove previsto, alla raccolta differenziata. In merito ai comuni, invece, ci siamo adoperati affinché le Amministrazioni nel rispetto delle loro competenze, effettuassero i dovuti controlli in relazione alla raccolta stessa e allo smistamento dei rifiuti.

La recente sentenza della Cassazione

Un forte segnale arriva oggi con la sentenza della Cassazione n. 19767 del 22 settembre 2020 con la quale la Corte sancisce a carico delle amministrazioni comunali la responsabilità per negligenza per causa del mancato servizio di raccolta dei rifiuti riconoscendo il diritto ai contribuenti di ricevere uno sconto fino al 40% sulla tassa sui rifiuti.

In caso di inadempienze

In pratica, nei casi in cui si configurassero delle inadempienza da parte delle amministrazioni, ad esempio il mancato ritiro delle spazzatura, tenuto conto, in quanto determinante, la distanza del contribuente dal primo punto di raccolta, il cittadino avrà diritto ad uno sconto fino ad arrivare al 40% dell’importo del tributo a suo carico. Sappiamo bene che i comuni devono svolgere accuratamente il servizio di raccolta dei rifiuti, ma come spesso accade e per diversi motivi il servizio non viene garantito, la decisone della Corte ha appunto sancito che la mancata raccolta dei rifiuti, quindi, trattandosi di un grave disservizio comporterà la riduzione della tassa.

Secondo gli artt. 62 e 64 del d.lgs. 1 novembre 1993, n. 507

In virtù degli artt. 62 e 64 del d.lgs. 1 novembre 1993, n. 507, sappiamo che la tassa dei rifiuti solidi urbani è dovuta per l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio e’ istituito ed attivato o comunque reso in via continuativa dai cittadini indipendentemente dal fatto che gli stessi utilizzino il servizio, ma è pur vero che la mancata raccolta da parte dei comuni rappresenta per gli utenti un servizio non usufruibile, così da consentire, una riduzione del tributo. La tassa è dovuta anche nelle aree scoperte di pertinenza dei fabbricati e questo può essere quando nella zona in cui è attivata la raccolta dei rifiuti è situata soltanto la strada di accesso all’abitazione ed al fabbricato.

Secondo l’attività svolta dai Comuni

La Tar è dovuta in base alla tariffa ed è prevista per la specifica attività svolta dai comuni ed è commisurata alla superficie dell’area soggetta al fine del suo utilizzo e in base alle tariffe applicate. L’obbligazione tributaria è annuale e decorre dal primo giorno del bimestre solare successivo a​quello in cui ha avuto inizio l’utenza. Al riguardo del tributo Tari 2020, viene sancito dalla Corte di cassazione che la sua determinazione non può essere collegata al concreto utilizzo del servizio. Ma, ad una fruizione potenziale desunta da indici meramente presuntivi.

La Tari è occupata in base alla produzione di rifiuti

Risulta, invero, come già abbiamo citato, che la tassa sui rifiuti va applicata per detenzione e occupazione di locali. Ma anche di aree oggetto di produzione dei rifiuti. E’ il caso di ricordare che la legge stessa, comunque, ha già previsto delle riduzioni. Però, tali riduzioni sono consentite solamente se previste dai regolamenti approvati dai comuni. La sentenza della Cassazione, intanto, ha riconosciuto i presupposti. Ciò, affermando il diritto ad una riduzione fino al 40% della Tari 2020 per il mancato svolgimento del servizio di raccolta. Mancato servizio da calcolarsi in percentuale e da determinarsi in relazione alla distanza dell’abitazione del contribuente dal più vicino punto di raccolta comunale.


I bollettini di pagamento F24

Un altro aspetto di particolare importanza riguarda i bollettini di pagamento F24. Molti consumatori ci contattano per effettuare dei controlli circa il corretto calcolo della tassa sui rifiuti. Ci viene chiesto quale sia l’importo applicato in relazione ai soggetti facenti parte dello stesso nucleo familiare. E inoltre, quale invece sia il corretto calcolato da applicare in base i metri quadri dell’immobile. Altri ci contattano, solamente per capire quali siano i criteri di calcoli effettuati dal comune. Per quanto emerge, dunque, possiamo dire che molti contribuenti pagano i bollettini Tari senza conoscere effettivamente i calcoli che hanno determinato l’importo. Tutto ciò, con la conseguenza di non conoscere le aliquote applicate ed eventuali delibere comunali.

Il disservizio dei Comuni è legato a tante cause

Per concludere, ritornando alla responsabilità dei comuni, ci sembra corretto aggiungere che la mancata raccolta dei rifiuti molto spesso è causata da molti altri problemi. Non necessariamente riguarda la cattiva gestione comunale.
La ns. Associazione invita tutti i consumatori i quali avessero dei dubbi riguardanti la Tari 2020 e /o la sua applicazione a contattarci ai numeri sotto descritti o scriverci a mezzo mail.

Agostino Curiale
(p. La Consulta Legale)

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