Patologia cardiaca congenita individuata solo dopo 32 anni: intervento mininvasivo dell’équipe di Villa Maria Eleonora salva vita di un giovane

Redazione

Patologia cardiaca congenita individuata solo dopo 32 anni: intervento mininvasivo dell’équipe di Villa Maria Eleonora salva vita di un giovane

- venerdì 08 Gennaio 2021 - 12:43
Patologia cardiaca congenita individuata solo dopo 32 anni: intervento mininvasivo dell’équipe di Villa Maria Eleonora salva vita di un giovane

L’équipe di Emodinamica e Cardiologia Interventistica di Villa Maria Eleonora ha risolto la coartazione istmica aortica del ragazzo, che soffriva di uno scompenso cardiaco potenzialmente fatale

A cura di Elena Sabino

Villa Maria Eleonora. La coartazione istmica dell’aorta è una patologia congenita caratterizzata dal restringimento dell’aorta all’inizio della porzione discendente toracica. La zona dell’aorta che permette il passaggio del sangue dal tronco agli arti inferiori). La patologia è rara. Spesso, associata ad altre malattie congenite, ed ha un’incidenza del 4-6% di tutte le cardiopatie congenite (dato Società Europea di Cardiologia).


La coartazione istmica aortica viene riconosciuta in età neonatale

Solitamente la coartazione istmica aortica viene riconosciuta in età neonatale, tramite ecocardiogramma alla nascita, ed è possibile intervenire chirurgicamente. Quando invece la patologia non viene individuata ed è diagnosticata in età adulta si può intervenire attraverso una procedura percutanea non chirurgica. È questo il caso di un giovane uomo classe ’88 della provincia di Palermo operato a Villa Maria Eleonora.Ospedale di Alta Specialità del gruppo GVM Care & Research, accreditato con il SSN.

Le dichiarazioni del prof. Amerigo Stabile

“Il restringimento dell’aorta nella coartazione istmica è dovuto ad alterazioni non note della genesi embrionale – spiega il prof. Amerigo Stabile, corresponsabile del Dipartimento di Emodinamica e di Cardiologia Clinica ed Interventistica a Maria Eleonora Hospital –..A causa di questa strozzatura, il sangue passa con grande difficoltà, causando la dilatazione di vasi arteriosi a monte del restringimento. Così, da consentire la perfusione degli organi a valle tramite rami collaterali che portano il sangue all’addome e agli arti inferiori. La coartazione genera ipertensione degli arti superiori, ipotensione degli arti inferiori, ipertrofia ventricolare sinistra e ipoperfusione degli organi addominali. L’entità dei sintomi dipende dalla severità del restringimento. Questi comprendono cefalea, dolore toracico, cardiopalmo, estremità fredde, spossatezza, claudicatio intermittens (dolore alla gamba associato a difficoltà di deambulazione)”.

La diagnosi

Nel paziente 32enne, trattato presso Villa Maria Eleonora, l’adattamento della funzione cardiaca alla pressione alta causata dal restringimento ha generato una ipertrofia del ventricolo sinistro. E ha portato alla dilatazione del ventricolo stesso e a sintomi tipici dello scompenso cardiaco. Fortunatamente la coartazione aortica si manifesta in maniera chiara e la diagnosi avviene attraverso un semplice ecocardiogramma.

L’intervento

Nell’adulto si può intervenire per via percutanea in maniera non invasiva, senza arresto di circolo. La procedura di correzione consiste nella dilatazione della parte ristretta dell’aorta. Nonché, nel successivo posizionamento a livello del restringimento di uno stent che mantiene il vaso di calibro normale.

Prima della proceduta

“Prima della procedura abbiamo eseguito degli esami per la misurazione dell’aorta. Così da individuare il calibro (ovvero la larghezza del vaso) da raggiungere attraverso lo stent. Questo si inserisce in sede per via percutanea, tramite l’arteria femorale destra. E in contemporanea si esegue un’angiografia dell’aorta a monte della stenosi che permette di monitorare dall’interno la procedura. Il punto del restringimento viene allargato grazie ad un “palloncino”. E qui si colloca lo stent, a sua volta ricondotto alla misura ottimale attraverso un ulteriore palloncino dilatatore”, spiega il prof. Stabile.

Intervento risolutivo quello eseguito a Villa Maria Eeonora

L’intervento dura 1 ora circa ed è totalmente risolutivo. La differenza di pressione tra gli arti inferiori e quelli superiori subito dopo la procedura viene completamente azzerata. La degenza post operatoria può durare 3-4 giorni.


Un lavoro di équipe a Villa Maria Eleonora

“Si è trattato di un lavoro di équipe – commenta il prof. Stabile –: il dott. Piero Dioguardi è il Cardiochirurgo che ha individuato la malattia. Insieme a me erano presenti anche il dott. Vincenzo Pernice, corresponsabile dell’U.O. di Emodinamica, che ha collaborato nella procedura e il dott. Ettore Augugliaro, che ha curato gli aspetti anestesiologici e di analgo-sedazione del paziente”.

Dopo tre giorni il paziente è tornato a casa. Qui, ha ripreso gradualmente la sua quotidianità, trascorrendo le festività con i suoi 3 figli.

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