Desiderare il mondo

Redazione

Desiderare il mondo

- sabato 13 Marzo 2021 - 10:34

Linguaggi, corpi, icone. Marzo e aprile 2021. Desiderare il mondo. Una rassegna dedicata alla pluralità del femminile

«La donna nasce dal desiderio. Nel racconto biblico della Genesi è l’unica creatura che viene al mondo sospinta da una mancanza: quella di Adamo, che in tutto il regno dei viventi non trova nulla e nessuno che gli stia “di fronte”, così dice il testo. Più che un completamento, Eva è chiamata ad esistere per indispensabile opposizione, per il bisogno che ci sia. Dio, il mondo e l’uomo hanno necessità di lei. 

La donna è fatta di desiderio

Nata dal desiderio, la donna – allora come oggi – è fatta di desiderio. Di vita, e di avventura di vita. È come se il desiderio che l’ha portata al mondo nella narrazione biblica fosse da sempre una sostanza primaria della sua esistenza. Oggi, forse più che mai. La ricerca della parità, la lotta per le diseguaglianze, l’entusiasmo di affermazione proprio là dove prima tutto le era negato: tutto è impulso di desiderio.

L’obiettivo di questo percorso

Trovare i confini ma soprattutto gli sconfinamenti di questo desiderio di mondo da parte del femminile, è l’obiettivo di questo vasto cammino di incontri all’insegna della pluralità del femminile, dell’avvicendarsi di voci e mondi diversi. All’insegna di un plurale che non è mai stonatura dissonante ma rispetto del valore fondamentale della differenza, che è la cifra stessa della vita alla sua origine: ogni esemplare si distingue dall’altro, nulla e nessuno è mai eguale.»

GLI INCONTRI 

Trasmessi online su Facebook, YouTube, circololettori.it

giovedì 11 marzo – ore 18 | Piccole grandi donne crescono

L’acqua del lago non è mai dolce (Bompiani)

Giulia Caminito con Gaia Manzini 

Gaia è una ragazzina spaurita che vive in venti metri quadri con la mamma Antonia, il padre sulla sedia a rotelle per colpa di un incidente sul lavoro, il fratello maggiore e due gemelli più piccoli. Da corso Trieste a Roma, si trasferiscono, grazie alla tostissima madre, ad Anguillara, sul lago di Bracciano. Mentre Antonia mantiene la famiglia facendo le pulizie, Gaia prima alle medie, poi al liceo classico, reagisce ai torti subiti con violenza imprevedibile. Sono gli anni duemila, Gaia scopre l’amicizia e il senso di appartenenza, il tradimento e la delusione. Una storia di crescita, di cadute e riscatti impossibili in una Roma molto dura e realistica.

lunedì 15 marzo – ore 18 | L’acqua: memoria e futuro, del mondo e di tutti

Lettere tra due mari (Iperborea)

Siri Ranva Hjielm Jacobsen con Natascha Lusenti

L’acqua non è solo un insieme fluido, compatto, di gocce che scivolano e vanno, sfiorando terre, formando mari, oceani, universi sommersi. È memoria del Mondo e delle persone. È il passato e il futuro. È pur anche un elemento così fragile che, troppe volte dato per scontato, va protetto in ogni sua forma. Siri Ranva Hjielm Jacobsen, l’autrice di Isola, in questo racconto epistolare tra due sorelle, Acqua Atlantica e Acqua Mediterranea, rifonda il mito della grande madre e dà voce alle nostre acque, protagoniste dei cambiamenti climatici in corso sulla Terra, per raccontare la nascita e il declino dell’umanità.

lunedì 15 marzo – ore 21 | Prime ma non ultime #1

Kamala Harris

con Marilisa Palumbo vice caporedattore Esteri “Corriere della Sera”, Giovanna Pancheri, autrice di Rinascita americana. La nazione di Donald Trump e la sfida di Joe Biden (SEM) e  Lorenzo Pregliasco in collaborazione con YouTrend

«I may be the first, but I won’t be the last»: il 7 novembre 2020 la prima donna a diventare vicepresidente degli Stati Uniti salutava così la vittoria elettorale al fianco di Joe Biden. La storia e le battaglie di Kamala Harris – Attorney General in California, senatrice, candidata alla presidenza, vicepresidente – raccontano molto di come è cambiata la politica americana e di cosa aspettarsi dalla nuova Casa Bianca.

martedì 16 marzo – ore 18 | L’arte delle donne dal ‘900 a oggi #1
Le avanguardie storiche 
con Luca Beatrice
Tra Futurismo, Dada e Surrealismo emergono nell’Europa del primo ‘900 figure davvero interessanti, provocatrici e sopra le righe. Presto si diffonderanno alcune icone dell’arte donna: Tamara de Lempicka, Frida Khalo, Carol Rama, Margherita Sarfatti.


 Davanti al dolore

martedì 16 marzo ore 21 | Possibili rappresentazioni di una sofferenza
Le parole del dolore secondo Susan Sontag 
con Mario Calabresi ed Elena Loewenthal 
a partire da Davanti al dolore (Nottetempo) | letture d’introduzione di Giulia Muscatelli da Malattia come metafora (Nottetempo)


Susan Sontag si chiede se il dolore degli altri rappresentato in immagini (dai cadaveri dei soldati della Guerra Civile americana fotografati da Alexander Gardner alla Morte di un miliziano repubblicano di Robert Capa, dai bambini vietnamiti bruciati dal napalm alle rovine di Ground Zero) destabilizzi quanto e come un dolore vissuto in prima persona. Cosa succede davanti alla rappresentazione del dolore degli altri? È possibile una “riproduzione” del dolore? Come si può fotografarlo o filmarlo senza sottrargli verità o produrre effetti di voyeurismo? I suoi ragionamenti sono raccolti nel saggio Davanti al dolore (Nottetempo), da cui parte la riflessione fra Mario Calabresi ed Elena Loewenthal su dimensione privata e dimensione pubblica della sofferenza.

La malattia

E di fronte alla malattia come ci comportiamo se addirittura non riusciamo, molto spesso, neanche a nominarla? Nella comunicazione e nell’immaginazione la bardiamo infatti con un linguaggio figurato. Come se, usando le parole esatte, diventasse più tangibile e quindi più difficile da trattare. Solo togliendo potere a queste appropriazioni retoriche, afferma Susan Sontag in Malattia come metafora (Nottetempo) – che contiene anche il saggio L’Aids e le sue metafore -, possiamo conoscere più a fondo la realtà della malattia e affrontarla con la necessaria consapevolezza.

Mercoledì 17 marzoore 18 | Tre racconti sui prodigi dell’animo umano
Sortilegi (Bompiani)
Bianca Pitzorno con Alessandro Mezzena Lona

Bianca Pitzorno attinge alla realtà storica per scrivere tre racconti che sono percorsi dal filo di un sortilegio. Porta lontano nel tempo e nello spazio, restituisce il sapore di parole e pratiche remote – l’italiano secentesco, le procedure di affidamento di un orfano nella Sardegna aragonese, una ricetta segreta – e come nelle fiabe antiche osa dire la verità: l’incantesimo più potente e meraviglioso, nel bene e nel male, è quello prodotto dalla mente umana.


Odio gli uomini

Mercoledì 17 marzo – ore 21 | Del diritto al non amore
Odio gli uomini (Garzanti)
Pauline Harmange con Annalena Benini

Le donne sono state spesso accusate di odiare gli uomini. E istintivamente lo hanno sempre negato, a ogni costo. E se invece non credere agli uomini, disprezzarli, e perché no, persino odiarli, fosse una risposta utile al sessismo dilagante? Se questa reazione offrisse una possibile via di uscita dall’oppressione, e desse inizio a una forma di resistenza? Forse, proprio odiando gli uomini, si potrà essere finalmente libere, lontane dagli sguardi degli uomini e dalle esigenze maschili. In questo saggio tanto provocatorio quanto urgente, Pauline Harmange lancia un grido di battaglia per le donne di ogni luogo e di tutte le età.


Splendi come vita

giovedì 18 marzo – ore 18 | Lettera d’amore a una madre adottiva Splendi come vita (Ponte alle Grazie)
Maria Grazia Calandrone con Sonia Bergamasco
Questa è la storia vera del tormentato rapporto fra l’autrice e la donna che l’ha adottata. Maria Grazia Calandrone ha 8 mesi quando viene trovata da sola a Villa Borghese: la sua vera madre si è appena suicidata buttandosi nel Tevere. La accolgono in famiglia Giacomo Calandrone, che da operaio metallurgico diventerà dirigente del Partito Comunista e siederà alla Camera per 10 anni, e sua moglie Iole. Dopo pochi anni Giacomo muore, Maria Grazia, che ha solo 11 anni ma sa già da tempo di essere stata adottata, rimane sola con quella che chiama Madre. Così racconta questo suo libro: «È il racconto di una incolpevole caduta nel Disamore, dunque di una cacciata, di un paradiso perduto.

Storia di una perdita

Non è la storia di un disamore, ma la storia di una perdita. Chi scrive è una bambina adottata, che ama immensamente la propria madre. Poi c’è una ferita primaria e la madre non crede più all’amore della figlia. Frattura su frattura, equivoco su equivoco, si arriva a una distanza siderale fra le due, a un quotidiano dolore, a un quotidiano rifiuto, fino alla catarsi delle ultime pagine. Chi scrive rivede oggi la madre con gli occhi di una donna adulta, non più solo come la propria madre, ma come una donna a sua volta adulta, con la sua storia e i suoi propri dolori e gioie. Quando si smette di vedere la propria madre esclusivamente come la propria madre, la si può finalmente “vedere” come essere separato, autonomo e, per ciò, tanto più amabile.»


La metà migliore

lunedì 22 marzo – ore 18 | Il doppio cromosoma X femminile è superiore, lo dice la scienza
La metà migliore (UTET)
Sharon Moalem con Maura Gancitano
Le donne combattono meglio degli uomini virus, infezioni e tumori; a parità di condizioni critiche hanno più possibilità di sopravvivere rispetto ai maschi; statisticamente sembrano superare di almeno quattro anni le aspettative di vita di un uomo e vedono persino il mondo in uno spettro di colori più ampio. Le donne sono meglio degli uomini, dunque? Sharon Moalem, medico genetista di fama internazionale, argomenta questa tesi attraverso l’analisi di pubblicazioni specialistiche ed esperienze personali e ne individua il fondamento scientifico nel codice genetico, più precisamente nel doppio cromosoma X femminile. Sono alcuni dei geni presenti su questo cromosoma ad attivare i processi di guarigione e a garantire dunque alla donna maggiore resilienza.

lunedì 22 marzo – ore 21 | Prime ma non ultime #2
Greta Thunberg 
con Viviana Mazza, giornalista “Corriere della Sera” e autrice di Greta. La ragazza che sta cambiando il mondo (Mondadori) e Lorenzo Pregliasco
in collaborazione con YouTrend
Può una ragazza di 16 anni cambiare il mondo in cui viviamo? La storia di Greta Thunberg, animatrice degli scioperi per il clima e del movimento globale Fridays for Future, permette di rispondere a domande non solo sull’ambiente e sull’emergenza climatica, ma anche sulla partecipazione civile e sociale di milioni di giovani in tutto il pianeta, sul ruolo dei social media nel rappresentare istanze ai decisori politici e su quanto ogni rivoluzione inizi, in fondo, con piccoli atti di coraggio.


La ragazza che sta cambiando il mondo 

martedì 23 marzo – ore 18 | L’arte delle donne dal ‘900 a oggi #2Il femminismo e la Body Art con Luca Beatrice
Gli anni ’70 segnano il cambiamento più significativo. Trasgressive, irriverenti, geniali provocatrici, le donne conquistano la scena proponendo il loro corpo, non più oggetto di rappresentazione ma soggetto attivo. Qui si parla di Yayoi Kusama, Marina Abramovic, Gina Pane, Ana Mendieta, del femminismo italiano e di altro ancora. Con un omaggio doveroso a Lea Vergine.


Il quotidiano innamoramento

martedì 23 marzo – ore 21 | Maneggiare con cura
Il quotidiano innamoramento
letture di Mariangela Gualtieri, introduzione di Elena Pulcini

Dobbiamo trattare con gentilezza di spirito e di azione il nostro io interiore, chi ci sta simpatico e chi, invece, non capiremo mai, anche e soprattutto se non lo capiremo mai. La cura non è egoismo, né altruismo, è una disposizione d’animo necessaria per poter vivere, da soli e con le persone. È il paradigma dell’amore assoluto, quello che parte dall’osservazione (“cura” deriva dalla radice ku-/kav- “osservare”) e diventa responsabilità. Mariangela Gualtieri ci dedica la lettura di alcune sue poesie (soprattutto dall’ultima raccolta Einaudi Quando non morivo) dedicate proprio a ciò che nutre la cura. In apertura, Elena Pulcini, docente di Filosofia sociale all’Università di Firenze, ragiona su quanto potere possano avere l’attenzione e la sollecitudine verso le persone, capaci, se diffuse e pervasive, di trasformare la nostra stessa visione del mondo.


Beatrice e le altre
Le donne di Dante 

giovedì 25 marzo (Dantedì) – ore 18 | Beatrice e le altre
Le donne di Dante (il Mulino)
a partire dal libro di Marco Santagata
con Paolo Di Paolo e Natascia Tonelli
Giornata Nazionale dedicata a Dante Alighieri
Beatrice è di certo la più famosa, la Bice Portinari che Dante, conosciuta ancora bambina, trasfigura nella Vita Nova e nel Convivio e angelica nella Divina Commedia. Ma nella vita del Sommo ce ne sono state molte altre: dalla madre Bella alla moglie Gemma Donati alla figlia Antonia, che si farà monaca col nome di Beatrice e poi le dame e le gentildonne del tempo, come Francesca da Rimini e Pia de’ Tolomei, che pure trovano voce nelle cantiche della Commedia. A 700 anni dalla morte di Dante, nella prima edizione del Dantedì (ricorrenza recentemente istituita dal Governo proprio nel giorno in cui – il 25 marzo, appunto -, secondo gli studiosi inizia il viaggio ultraterreno della Divina Commedia), seguendo il racconto che ne ha fatto lo studioso Marco Santagata, andiamo alla scoperta della sua biografia, fra realtà, zone d’ombra e finzione letteraria.

giovedì 25 marzo – ore 21 | Mappa letteraria dei corpi contro la dittatura di PhotoshopAnatomia sensibile (Sur)

Andrés Neuman con Daria Bignardi 

Con una prosa elegante e fantasiosa che si nutre di poesia, humour, esplorazione linguistica e un’intensa osservazione del mondo che ci circonda, in trenta brevi testi dedicati alle parti del corpo (dalla testa ai piedi, passando per il collo, l’ombelico e le caviglie) Andrés Neuman si ribella contro la cultura di Photoshop – contro i modelli opprimenti e i ritocchi compulsivi – e in un’epoca di iperesposizione digitale ci sprona a guardarci allo specchio e ammirare gli angoli più periferici della nostra figura, invitandoci a ripensarli sotto una luce del tutto nuova. Anatomia sensibile è una mappa letteraria che celebra il corpo in tutte le sue forme e un tributo alla bellezza non convenzionale scritto nella forma di un viaggio poetico, politico ed erotico alla scoperta di ciò che siamo veramente. Un libro che racconta come vediamo noi stessi e come ci guardiamo attraverso gli occhi degli altri, proponendo un ideale estetico dissacrante e inclusivo che mira a scardinare i pregiudizi di genere e sull’apparenza.

sabato 27 marzo – ore 20.30 | Io sono stata come lei. 6 libri, 12 autrici, infiniti corpi
Raven Leilani Chiaroscuro (Feltrinelli) con Viviana Mazza 

Alice Urciolo Adorazione (66thand2nd) con Teresa Ciabatti 

Guadalupe Nettel La figlia unica (La nuova frontiera) con Andrea Marcolongo  

Ambra Angiolini InFame (Rizzoli) con Costanza Rizzacasa d’Orsogna 

Elisa Cuter Ripartire dal desiderio (minimum fax) con Giulia Muscatelli 

Francesca Mannocchi Bianco è il colore del danno (Einaudi) con Concita De Gregorio 

con la conduzione di Simonetta Sciandivasci 

Un’inevitabile riflessione che coinvolge l’universo femminile – e non solo – quella sul corpo. Sei scrittrici e altrettante interlocutrici per affrontare da più punti di vista un tema complesso e dibattuto, a livello pubblico, ma soprattutto individuale. Il corpo che muta per una gravidanza, che degenera a causa di una malattia, il corpo che ingurgita vergogna e timori, il corpo oggetto e soggetto del desiderio – che va ripensato, riscritto e assecondato – il corpo che muore vittima di violenza, il corpo e il colore tra privilegi e disuguaglianze. Io sono stata come lei è un verso tratto dalla poesia “Come lei” di Anne Sexton


Ciò che nel silenzio non tace

lunedì 29 marzo – ore 18 | Puoi fuggire alla Storia quando ne fai parte?

Ciò che nel silenzio non tace (Einaudi)

Martina Merletti con Donatella Di Pietrantonio

1944, carcere Le Nuove di Torino. Una suora prende in braccio il bambino di una prigioniera in transito per Birkenau, lo addormenta con una pezza imbevuta di vino e riesce a portarlo fuori nel carrello della biancheria. Più di cinquant’anni dopo una giovane donna scopre che quella vicenda la riguarda da vicino, sale in moto e decide di seguirne le tracce. A poco a poco il passato si ricompone, nonostante i molti silenzi e i numerosi depistaggi della Storia: i bombardamenti, l’occupazione nazista, lo sfollamento, gli accidenti del dopoguerra.

lunedì 29 marzo – ore 21 | Prime ma non ultime #3

Aung San Suu Kyi con Giulia Pompili, giornalista “Il Foglio”, 
Ilaria Benini, editor della collana Asia di add editore e Lorenzo Pregliasco
in collaborazione con YouTrend

Premio Nobel per la pace nel 1991, leader dell’opposizione alla guida della Lega Nazionale per la Democrazia, vincitrice delle prime elezioni libere nel 2015, arrestata nuovamente, poche settimane fa, dopo il golpe militare in Myanmar, Aung San Suu Kyi è una figura chiave per la comunità internazionale. È considerata globalmente un esempio di leadership per la democrazia e i diritti umani nel suo Paese, pur tra luci e ombre, come testimonia la controversa indifferenza verso le violenze contro la minoranza musulmana dei rohingya. La sua storia dà la possibilità di ragionare sulla complessa situazione in Myanmar, ma anche, più in generale, sul ruolo delle leadership femminili nel Continente asiatico.

martedì 30 marzo – ore 18 | L’arte delle donne dal ‘900 a oggi #3L’arte nell’era della globalizzazionecon Luca Beatrice

Negli anni ’90 cambiano i confini geografici dell’arte, nuovi mondi spingono e contaminano il sistema con una nuova energia creativa. E le donne finalmente si impongono. Qui si parla di Cindy Sherman, Shirin Neshat, Barbara Kruger, Ghada Amer, Vanessa Beecroft, delle giovani artiste italiane e di tanto altro ancora. 


L’atlante delle donne

mercoledì 31 marzo – ore 18 | Oltre 200 infografiche per sapere come stanno le donne nel mondo


L’atlante delle donne (add) 
Joni Seager con Cathy La Torre
in collaborazione con Torino Città per le Donne
nell’ambito di Io amo leggere-Voci di donna con il contributo di Fondazione Cariplo

Questo libro rappresenta la più aggiornata e accurata analisi di come vivono le donne nel mondo. Uno scrigno di notizie e informazioni raccontate in oltre 200 coloratissime e ricche infografiche che descrivono desideri e volontà di cambiamento delle donne nel mondo. Pagina dopo pagina si scoprono notizie sulle violenze domestiche, sul numero di figli per donna, sull’accesso alla contraccezione, sulla salute femminile, sul mondo del lavoro, sull’istruzione delle ragazze, sull’alfabetizzazione informatica, sulla presenza di donne negli organi di potere. E si incontrano verità sorprendenti come che nel 2018 l’Islanda è stata la prima nazione a rendere illegale il divario retributivo di genere. O che il 40% delle donne sudafricane nella vita subirà una violenza. Che è stato il Ruanda il primo Paese a eleggere un governo a maggioranza femminile. Che, oggi, 520 milioni di donne non sanno leggere. Aggiornato con gli ultimi dati disponibili, L’atlante delle donne svela un mondo diverso da quello che vogliamo credere sia, diventando uno strumento necessario per affrontare i temi sempre più urgenti dell’uguaglianza di genere.

giovedì 1 aprile
ore 18 | Se la realtà toglie il respiroVie di fuga (Einaudi)Naomi Ishiguro con Annachiara Sacchi

Come fa un bambino di dieci anni aspirante mago a sottrarsi al grigiore di una famiglia infelice e nessun amico? Dove trova rifugio una giovane donna, se il cappotto e le sciarpe dell’amore perduto non bastano a ripararla dal freddo di una grande città indifferente? Cosa scatta nella mente dei figli del re quando un acchiapparatti arriva a palazzo e sconvolge ogni equilibrio? Tutti i protagonisti di questi racconti cercano una via di fuga dalla realtà soffocante che li intrappola. Alcuni la trovano in un disegno che ritrae l’ignoto. Altri in un semplice battito d’ali.

mercoledì 7 aprile – ore 21 | Manifesto per un eros politico e rivoluzionario
Il capitale amoroso (Bompiani) 
Jennifer Guerra con Chiara Valerio

Mentre il nostro immaginario è infarcito di amore – una versione romantica e fasulla, veicolata da romanzi, film e pubblicità -, la nostra società si comporta come un amante dal cuore spezzato: è cinica e sprezzante nei confronti dell’amore, considerato un sentimento stupido, inutile o noioso, una fantasia per adolescenti, un ripiego per chi non sa stare solo, un lusso per pochi. Questa contronarrazione è il frutto pericoloso dell’individualismo capitalista, un sistema che mentre stigmatizza la solitudine e colpevolizza chi la vive come indegno d’amore, ci vuole sempre più soli, divisi e in competizione fra noi. Concentrati su noi stessi, ci vediamo rubare il tempo che potremmo usare per coltivare le relazioni con gli altri, amore compreso. Ma il rimedio a questa crisi dell’amore esiste. Nell’epoca in cui le relazioni si basano sullo scambio, sull’utilità, sulla convenienza, sulla compatibilità, lasciare spazio invece a un amore incondizionato e libero, capace di passare dal singolo alla comunità, può essere una delle azioni più antisistema, rivoluzionarie e coraggiose che possiamo fare per cambiare la nostra società: un vero atto di resistenza in questi tempi sempre più divisi.

giovedì 8 aprile – ore 18 | Etiopia, due donne contro il Fascismo Il re ombra (Einaudi)
Maaza Mengiste con Antonio Monda

Quando, il primo marzo 1936, l’imperatore Hailé Selassié viene sconfitto e costretto all’esilio, sugli altopiani e nei villaggi dell’intero paese le donne e gli uomini etiopi organizzano una resistenza vittoriosa. A dar loro coraggio è il “re-ombra”: quando l’imperatore fugge, per intimidire i fascisti, l’esercito decide di addestrare un sosia e trasformarlo in fantoccio contro i nemici; Hirut e Aster (serva e padrona) ne saranno le guardie. In questo romanzo si racconta una parte di storia che poco viene narrata, quella in cui le donne svolgono un ruolo attivo. Le vicende sono quelle di Hirut e Aster, appunto, che, nonostante l’iniziale riluttanza e il continuo scetticismo da parte degli uomini, guidano una rivolta contro l’esercito di fascisti, capitanato dal terribile Carlo Fucelli. Le vicende si intrecciano con quelle del soldato Ettore Navarra, il fotografo dell’esercito, un ebreo, a cui viene dato l’ordine sadico e pornografico di immortalare esecuzioni e nudi femminili.

Programma in costante aggiornamento su circololettori.it

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Comunicato stampa

Editoriale di Elena Loewenthal

Foto ospiti

da lunedì 8 marzo su Instagram
Musa e getta

Quindici scrittrici per quindici donne indimenticabili ma a volte dimenticate 
a cura di Arianna Ninchi e Silvia Siravo
a partire dal libro edito da Ponte alle Grazie

Per il tempo di un concerto o per una vita, hanno stretto relazioni complesse (e pericolose) con uomini importanti e al centro dell’attenzione. E se mettessimo finalmente loro al centro dell’attenzione? Se ci chiedessimo chi si nasconde dietro al bellissimo volto di donna immortalato in quel celebre quadro? O come ha vissuto la scienziata che non è stata premiata? Quindici voci femminili di oggi indagano su altrettante donne che sono state muse, ma oggi sono pronte a mostrare il loro talento al lettore.

Ilaria Gaspari racconta Jeanne Hébuterne (8 marzo)

Veronica Raimo racconta Regine Olsen (9 marzo)

Ritanna Armeni racconta Nadia Krupskaja (10 marzo)

Claudia Durastanti racconta Alene Lee (11 marzo)

Igiaba Scego racconta Laure (12 marzo)

Tea Ranno racconta Luisa Baccara (13 marzo)

Angela Bubba racconta Maria Callas (14 marzo)

Elisa Casseri racconta Pamela des Barres (15 marzo)

Lorenza Pieri racconta Kiki de Montparnasse (16 marzo)

Anna Siccardi racconta Dora Maar (17 marzo)

Laura Pugno racconta Sabina Spielrein (18 marzo)

Cristina Marconi racconta Zelda Fitzgerald (19 marzo)

Chiara Tagliaferri racconta Kate Moss (20 marzo)

Maria Grazia Calandrone racconta Amanda Lear (21 marzo)

Lisa Ginzburg racconta Lou von Salomé (22 marzo)

GLI INCONTRI EXTRA 

Trasmessi online su Facebook, YouTube, circololettori.it

giovedì 18 marzo

ore 21 | Sugli spiriti eccentrici e visionari che hanno inventato la scienza moderna

Quando abbiamo smesso di capire il mondo (Adelphi)

Benjamin Labatut con Paolo Giordano

C’è chi si indispettisce, come l’alchimista che all’inizio del Settecento, infierendo sulle sue cavie, crea per caso il primo colore sintetico, lo chiama «blu di Prussia» e si lascia subito alle spalle quell’incidente di percorso, rimettendosi alla ricerca dell’elisir. C’è chi si esalta, come un brillante chimico al servizio del Kaiser, Fritz Haber, quando a Ypres constata che i nemici non hanno difese contro il composto di cui ha riempito le bombole; o quando intuisce che dal cianuro di idrogeno estratto dal blu di Prussia si può ottenere un pesticida portentoso, lo Zyklon. E c’è invece chi si rende conto, come il giovane Heisenberg durante la sua tormentosa convalescenza a Helgoland, che probabilmente il traguardo è proprio questo: smettere di capire il mondo come lo si è capito fino a quel momento e avventurarsi verso una forma di comprensione assolutamente nuova. Per quanto terrore possa, a tratti, ispirare. È la via che ha preferito Benjamín Labatut in questo singolarissimo e appassionante libro, ricostruendo alcune scene che hanno deciso la nascita della scienza moderna. Ma, soprattutto, offrendoci un meraviglioso intrico di racconti, e lasciando scegliere a noi quale filo tirare, e se seguirlo fino alle estreme conseguenze.

venerdì 19 marzo

ore 18 | Una storia di glamour e successi, ma anche di sofferenze, solitudine e violenza

Andy Warhol. Inchiesta sul re della Pop Art (Diarkos)

Enrico Pitzianti con Riccardo Falcinelli

Oggi Andy Warhol è senza dubbio uno degli artisti più significativi e apprezzati di tutto l’universo dell’arte contemporanea. Ma nonostante i riconoscimenti del mercato, che non si fecero attendere, nonostante la fama che lo rese un’icona, un divo alla pari di quelli che ritraeva, nonostante un successo così dirompente da aver dato vita a un nuovo movimento artistico, la Pop Art, ecco, nonostante tutto ciò, la vita di Andy Warhol fu traumatica e tormentata. Una vita breve, dominata da ombre, traumi e non detti. La gloria che lo rese uno degli artisti più amati e riconosciuti al mondo poggiava, e lo fa tutt’ora, su uno sfondo di sofferenze infantili, di spaesamento, di solitudine e violenza. Insomma, aspetti tutt’altro che scintillanti e invidiabili. Andy Warhol è ancora oggi la personificazione del pop, del glamour e della New York scintillante degli anni ’70 e ’80. Forse è normale, il successo, nelle vite in cui decide di essere presente, tende a fagocitare tutto il resto. Ma per Andy il successo e la fama furono solo metà della storia, o persino meno e il resto è molto diverso dal Warhol pop che conosciamo. E se riusciamo a farci spazio tra le opere, tra il successo e le enormi quantità di denaro, nella vita di Andy Warhol troviamo anche molti dei temi più spinosi del nostro presente: c’è l’ideale del sogno americano, ci sono le armi, le gelosie aspirazionali, l’ossessione di apparire e persino le sofferenze delle migrazioni. I genitori di Warhol, infatti, emigrarono da Miková, un paesino sperduto e molto cattolico nel nord della Slovacchia in cui bisogna tornare, per capire davvero chi era il re della Pop Art. Da qui parte questo libro sull’Andy Warhol sconosciuto.

sabato 20 marzo

ore 11:30 | I giornali, spiegati bene

Notizie, meccanismi e tic dell’informazione

Una rassegna stampa a cura de il Post

con Luca Sofri e Francesco Costa

mercoledì 24 marzo

ore 18 | La mappa del mondo # 7

Il caos alla nostra porta

con Alberto De Sanctis, Federico Petroni, Lorenzo Pregliasco

Un incontro al mese con “LIMES”, la rivista italiana di geopolitica, a partire dal numero di marzo, in collaborazione con YouTrend.

mercoledì 24 marzo

ore 21 | This is your song #7

Respect di Aretha Franklin

con Maurizio Blatto

Scritta da Otis Redding nel 1965, fu portata al successo nel 1967 da Aretha Franklin nell’album di debutto I Never Loved a Man the Way I Love You. La musica e il significato delle due versioni sono molto diversi. Per Aretha Franklin il rispetto invocato non ha incertezze: è innanzitutto il rispetto verso le donne. Siamo nel 1967, le lotte per la difesa dei diritti si intrecciano fra loro, per questo Respect venne in poco tempo adottata anche dal movimento per i diritti civili degli afroamericani. E la richiesta di rispetto si estese a tutta la società americana.

Fondazione Circolo dei Lettori

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