Cinema siciliano: a che punto siamo con la sperimentazione?

Pippo La Barba

Cinema siciliano: a che punto siamo con la sperimentazione?

- mercoledì 14 Aprile 2021 - 07:01
Cinema siciliano: a che punto siamo con la sperimentazione?

Sicilia e cinema sono sempre stati un binomio indissolubile. Centinaia di film hanno avuto l’isola come location naturale o trattato temi tipicamente siciliani. Ma, nonostante diversi tentativi, una produzione locale non è mai veramente decollata

Nel 2008 nasce a Palermo una scuola di cinema (Centro sperimentale di cinematografia) grazie a un accordo tra Regione e Comune. La Regione finanzia il progetto attraverso un capitolo di bilancio della regione siciliana della legge 16 del 2007, mentre il Comune mette a disposizione una superficie di 1800 metri quadri all’interno dello splendido scenario dei Cantieri Culturali alla Zisa. Si realizzano: un auditorium da 100 posti, una sala cinematografica da 80 posti e un teatro di posa di 250 metri quadri.

Nonostante l’avvio promettente con ben 50 tra cortometraggi e mediometraggi e 10 saggi di diploma, non vengono raggiunti nel tempo i risultati sperati, in primo luogo quello di dar luogo a una produzione autonoma stabile che assicuri occupazione ad attori, registi, soggettisti, sceneggiatori, direttori della fotografia e maestranze varie locali, evitando agli stessi l’emigrazione forzata al nord.
Oggi la Film Commission è affidata a Nicola Tarantino, persona competente e volitiva, costretto anche lui, come il suo predecessore Alessandro Rais, ad operare in perfetta solitudine e senza alcun supporto delle istituzioni preposte.

Giuseppe Gigliorosso

Nel 2014, il regista Giuseppe Gigliorosso promuove una interessante sperimentazione con il film Ore diciotto in punto, da lui ideato, diretto e sceneggiato. Attua, per la prima volta in Sicilia, un modo nuovo di fare cinema fondato sulla compartercipazione alla produzione dell’intero cast. Regista, attori, soggettista, sceneggiatore, direttore della fotografia, autore ed esecutore delle musiche, maestranze sono corresponsabili della produzione e della distribuzione, pur nell’autonomia dei relativi ruoli. E’ la formula chiamata “The Comproducers” già adottata con successo in altre parti d’Italia.

Nel progetto sono coinvolti attori di prim’ordine: Paride Benassai, Roberta Murgia, Lollo Franco, Gigi Borruso, Giuditta Perriera, Ernesto Maria Ponte, Stefania Blandeburgo e anche i musicisti Francesco Di Fiore e Giovanni Sollima. Anche in questo caso, l’entusiasmo iniziale, nonostante l’ottima qualità del prodotto, si smorza di fronte alle difficoltà ad inserirsi soprattutto nel sistema distributivo e al mancato sostegno a livello politico. A questo punto c’è da chiedersi cosa impedisca a una Regione come La Sicilia, che ha tutte le caratteristiche ambientali, di estro e creatività di avere un suo centro di produzione, come ad esempio la Campania, e di realizzare in loco film, ma anche fiction, documentari o reportage televisivi.

2 commenti

  1. Nicola Lo Bianco ha detto:

    Pur con inventiva fatica responsabilità ottimi risultati artistici, qui la qualità e l’intraprendenza non riesce a decollare. Insistere, denunciare, come fa Pippo la barba, con questi articoli

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  2. Francesco Galioto ha detto:

    Come al solito, articolo interessante questo di Pippo La Barba. Ancor di più la domanda finale, anche se amaramente ovvia, a cui si può rispondere soltanto: arroganza, presunzione e invidia (reciproca) degli interessati, al di là della mancanza di illuminati e validi produttori.

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