28 Aprile: Giornata mondiale vittime dell’amianto

Redazione

28 Aprile: Giornata mondiale vittime dell’amianto

- mercoledì 28 Aprile 2021 - 07:00
28 Aprile: Giornata mondiale vittime dell’amianto

Il 28 aprile Giornata mondiale vittime dell'amianto. Fiom e Cgil chiedono all'Inail l'elenco dei nomi dei lavoratori uccisi dall’amianto. “A Palermo una strage infinita, si aspetta il picco da qui al 2024”. Una targa per ricordare tutti i caduti dei Cantieri Navali di Palermo

*Dalla Cgil

28 Aprile: Giornata mondiale vittime dell’amianto. Fiom  e Cgil chiedono all’Inail di conoscere i nominativi dei lavoratori palermitani deceduti per patologie correlate all’esposizione all’amianto contratte sul posto di lavoro.    


Giornata mondiale vittime dell’amianto

Poter dare un nome e ricordare i morti dovuti all’asbesto, il killer silenzioso che anche a Palermo ha causato centinaia e centinaia di vittime. E’ l’esigenza sottolineata dalla Cgil Palermo e dalla Fiom Palermo per la Giornata mondiale vittime dell’amianto che si celebra il 28 aprile. L’occasione per ricordare una strage che ha coinvolto non solo i lavoratori di sesso maschile, ma anche tante donne. Queste ultime, morte per aver aspirato il “polverino”, lavando giornalmente le tute di figli e mariti.  

Cantiere Navale, epicentro della strage

Epicentro della strage bianca è stato il Cantiere Navale, industria per eccellenza della città di Palermo. Ed è nei pressi della zona dei Cantieri, nell’adiacente piazzetta Orcel, che Fiom e Cgil, che continuano a chiedere verità e giustizia per tutti i lavoratori morti, intendono collocare una targa. Una targa, con un’intestazione “in ricordo di quanti hanno perso la vita sul lavoro per colpevole negligenza da parte dei vecchi dirigenti aziendali”.    

Il prezzo pagato con le vittime

Palermo ha pagato un alto prezzo per la strage di amianto. Strage, che ha colpito anche lavoratori di aziende dell’aeronautica, delle ferrovie, del settore elettrico ed edile. Numeri che fanno paura, perché continuano a crescere, aggiornati con nuovi casi che si aggiungono a quelli degli anni precedenti. La malattia infatti si può manifestare fino a 30-35 anni dopo.

Previste altre vittime

“Il picco dei decessi ancora deve arrivare. Lo attendiamo da qui al 2024 – . A dichiararlo sono i segretari Fiom Angela Biondi e Francesco Foti, il segretario Cgil Palermo Mario Ridulfo e il legale di parte civile della Cgil, l’avvocato Fabio Lanfranca. Quest’ultimo, ha assistito tante famiglie di tute blu vittime di amianto alla Fincantieri –. Il numero esatto delle vittime di Palermo ancora sfugge. Per ricostruire la verità, anche a Fincantieri, oltre che all’Inail, chiediamo l’elenco degli operai morti per patologie amianto correlate contratte sul luogo di lavoro”.  

I processi

A Palermo negli ultimi 15 anni sono già stati istruiti nove processi a carico dei dirigenti dello stabilimento palermitano della Fincantieri. Tutti processati per omicidio colposo in danno di centinaia di lavoratori.  
“Come Fiom e come Cgil, sin dal primo procedimento, con il patrocinio dell’avvocato Lanfranca, siamo stati presenti in questa battaglia. Tra l’altro, anche con la costituzione di parte civile – aggiungono Biondi, Foti e Ridulfo –.

A Palermo il numero di vittime particolarmente elevato

A Palermo, peraltro, il numero degli operai vittime dell’amianto è stato particolarmente elevato. Questo perché il cantiere di Palermo era tra i pochi stabilimenti italiani dove si effettuavano anche le riparazioni delle navi, oltre alle costruzioni e trasformazioni. E a bordo delle navi gli operai lavoravano a contatto diretto con l’amianto. Ciò, senza che fosse stato loro fornito alcun dispositivo di protezione, né alcuna informazione sui rischi ai quali andavano incontro.

Si vuole la verità

La volontà nostra è di portare avanti il processo di emersione della verità storica e di accertamento delle responsabilità. Vogliamo inoltre continuare l’opera di informazione e sensibilizzazione sui pericoli dell’amianto per la salute e per l’ambiente. Quella sull’amianto è una battaglia che va condotta quotidianamente per il rispetto dei diritti di chi lavora”.

A cura di Antonella Romano

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