Preziosa Salatino: il teatro è rito comunitario

Pippo La Barba

Preziosa Salatino: il teatro è rito comunitario

- venerdì 03 Dicembre 2021 - 07:00

Autrice, regista e attrice teatrale, Preziosa Salatino predilige un teatro di contenuto civile e sociale. Quattro chiacchiere con una donna preziosa per il teatro di Palermo e del mondo

Autrice, regista e attrice teatrale, Preziosa Salatino predilige un teatro di contenuto civile e sociale. Dirige a Palermo, assieme a Emilio Ajovalasit, il teatro Atlante.
Dal 2014 ha condotto laboratori nell’ambito del progetto “Classici in strada” coinvolgendo in rete scuole, l’Università e associazioni per promuovere la conoscenza dei testi classici attraverso il teatro. Il progetto per tre anni si è svolto anche all’interno della Casa di Reclusione Ucciardone.
In questi giorni ha riportato in scena con successo la piece “Onora la madre” di cui è autrice, con la regia di Emilio Ajovalasit, un monologo che resiste da dieci anni per l’alto valore civile.
Abbiamo chiesto a Preziosa di parlarci della sua poetica nel campo teatrale.

Il Teatro come riflessione o come intrattenimento

L’Inchiesta Sicilia – Secondo te il teatro è qualcosa che deve far riflettere lo spettatore o intrattenerlo per far dimenticare per un po’ la routine?
Preziosa Salatino – Il teatro nasce come rito, sacro e politico. Sicuramente nel corso dei secoli è stato utilizzato anche come pura forma di intrattenimento, ma penso che non sia questa la sua funzione. Il cinema e la televisione sono strumenti molto più adatti a questo scopo, hanno maggiori mezzi economici e quindi possibilità espressive, effetti speciali, ecc…
Il teatro come l’ho sempre inteso io ha una funzione sociale.

Lo spettacolo di oggi


L’Inchiesta Sicilia Come vedi lo spettacolo oggi? Un grande sociologo francese, Guy Debord, già nel primo dopoguerra ipotizzava una “società dello spettacolo” che privilegia l’apparire a scapito dell’essere.
Preziosa Salatino – Non mi piace generalizzare. Sicuramente siamo immersi nella società dello spettacolo, ma alcune forme arcaiche come il teatro riescono a sopravvivere e a creare legami sinceri fra gli individui.

Fedeltà al testo originale


L’Inchiesta Sicilia Attualmente è invalsa la tendenza da parte di alcuni autori di riproporre testi di sicuro impatto (vedi Scaldati) attualizzandoli.
La fedeltà al testo originario può essere messa in discussione?
Preziosa Salatino – Nella mia esperienza non sono mai stata fedele a nessun testo. La maggior parte delle volte sono io stessa l’autrice dei miei spettacoli, ma anche quando lavoro su testi pre- esistenti li adatto in funzione di ciò che voglio esprimere. E’ un grande errore confondere lo​spettacolo con la letteratura teatrale: sono due discipline diverse. L’autore di uno spettacolo non è il drammaturgo, ma il regista, che opera una necessaria mediazione fra il testo e gli spettatori.

Un teatro civile


L’Inchiesta Sicilia Tu hai privilegiato sempre un teatro civile e attenzionato la realtà dei detenuti per contribuire a riscattarli dalla loro condizione. Pensi che il teatro debba avere anche una funzione pedagogica?
Preziosa Salatino – Il teatro ha una funzione pedagogica sempre e comunque, anche quando non è esplicita: fare teatro “fa bene” (e lo può confermare chiunque ne abbia fatto esperienza almeno una volta nella vita). In alcuni contesti, come quello del carcere, sicuramente ha un valore aggiunto perché permette di allargare i propri orizzonti, di “evadere” almeno per un paio d’ore.

Un commento

  1. Nicola Lo Bianco ha detto:

    Bisogna vedere come e quanto intervieni sul testo, se lo stravolgi o lo attualizzi per farlo digerire più facilmente, è un’operazione commerciale e narcisistica, una sovrapposizione dell io regista che strumentalizza il testo.
    A uno Shakespeare che ci metti giacca e cravatta, è una violenza artistica.

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