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Siciliani a Gloucester: gente di mare

Siciliani a Gloucester. Fondato dagli Inglesi, nel 1623, su un’insenatura di Cape Ann, nel Massachusetts, è il più antico porto d’America. Gloucester, oggi, è un tranquillo villaggio di pescatori. Tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, fu letteralmente preso d’assalto da una massiccia emigrazione proveniente dalla Sicilia. In particolare, gente proveniente dal paese costiero siciliano di Terrasini, vicino Palermo.
Oggi, i loro discendenti ammontano a 20 mila unità: una vera e propria colonia.

Le tradizioni tra i Siciliani a Gloucester

Si tratta di emigranti di terza e quarta generazione, talmente radicata sul territorio, da farne l’unico Paese di cui riconoscono le origini.
Eppure, scrutando meglio questa fetta di popolazione oriunda termitana, ci rendiamo conto che conserva ancora le origini della terra in cui vissero i propri avi.
Infatti, molti di loro continuano una serie di tradizioni che, nella lontana Sicilia, non hanno mai neppure intravisto.

In particolare, la festa religiosa in onore di San Pietro Apostolo. Un santo molto amato da tutta la gente di mare.
Il santo viene portato in processione per le vie di Gloucester con la stessa devozione e lo stesso pathos con i quali viene vissuto l’evento dalla popolazione che vive in terra di Sicilia.

Il momento culminante della celebrazione si vive in un antico rito iniziatico antico. Un rito istituito per diventare Siciliani d’America.

Il mestiere dei Siciliani a Gloucester

Al di là dell’aspetto religioso, i siciliani a Gloucester conservano le tradizioni del primo mestiere che hanno intrapreso nella terra di accoglienza: la pesca. E ancora oggi svolgono questa attività.

Siamo a nord di Boston, nel Massachusetts, in un tratto di mare freddo e nebbioso, che ha sfamato l’America e l’Europa per quattrocento anni. Ma anche il tratto di mare più ricco di pesce che si sia mai visto. E’ questa la ragione per cui i siciliani a Gloucester abbondano come i pesci.
Nei mercati e sui pescherecci si sente parlare prevalentemente il siciliano. I siciliani a Gloucester sono veramente tanti. E sono lì da cinque generazioni. E da cinque generazioni fanno lo stesso mestiere, tramandandolo da padre in figlio.

La pesca praticata dai Siciliani a Gloucester

I pescatori siciliani a Gloucester sono gente tosta. I pescherecci trascinati dal vento caldo del clima mite siciliano è per le vecchie generazioni soltanto un ricordo lontano. Per le nuove generazioni che non sono mai state in Sicilia, è, invece, un pensiero che esiste soltanto nell’immaginario collettivo.
L’inverno per uscire in mare bisogna prima spaccare il ghiaccio, la nebbia e le onde che circondano i pescherecci.
E’ un tratto pericoloso, dove perdere la vita è una probabilità altissima. Ma i pescatori di Terrasini sono tra i migliori del mondo. A nord di Boston hanno fatto fortuna e non hanno mai attraversato quel tratto di mare.
Alla popolazione termitana, si aggiungono tante altre comunità emigranti provenienti da paesi vicini come Trappeto, Sciacca, Porticello.

Con la pesca hanno fatto la loro fortuna

Dalla pesca alla balena sugli schooner a vela si è passati ai pescherecci di ferro e acciaio per la pesca al merluzzo.
I siciliani a Gloucester hanno fatto la loro fortuna proprio tra le acque gelide e le onde gigantesche, pagando la propria fortuna con un tributo umano inaudito.

Oggi la pesca è in crisi

Oggi, però, la situazione è cambiata. Il mare è in crisi. Il governo americano ha chiuso i George’s Bank e la pesca oggi è limitata a un periodo molto breve dell’anno.
I pescatori siciliani a Gloucester sono consapevoli dell’involuzione del settore. Oggi sanno che, tra spese di combustibile, licenze da pagare, costo delle reti, non vale più la pena. Certo non sono in uno stato di povertà, ma neppure in uno stato prolifero.
Infatti, sia i vecchi pescatori sia quelli più giovani continuano a uscire.

I pescatori Siciliani a Gloucester sono apprezzati da tutti

I pescatori siciliani sono ancora richiesti in Alaska e Canada per pescare salmoni e granchi giganti e che, per quanto ci sia la crisi, la loro competenza qui è apprezzata, mitizzata.

Patrizia Romano

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