Salario minimo: dignità anche per i lavoratori

Patrizia Romano

Salario minimo: dignità anche per i lavoratori

- lunedì 13 Giugno 2022 - 08:17

Salario minimo, un provvedimento che, nel rispetto delle peculiarità di ogni singola nazione, favorirà i salari minimi adeguati nell’Ue e lo sviluppo della contrattazione collettiva. Ne parliamo con Edward Richard Junior Bosco del Dipartimento Cultura dell’associazione InOltre Alternativa Progressista (Nella foto: Edward Bosco)

Consiglio, Parlamento e Commissione Ue hanno dato il via libera al cosiddetto “salario minimo“.
Si tratta di un provvedimento che, nel rispetto delle peculiarità di ogni singola nazione, favorirà i salari minimi adeguati nell’Uee lo sviluppo della contrattazione collettiva.
Detto con parole molte semplici, il minimo salariale, dovrebbe garantire un salario dignitoso per tutti i lavoratori.
L’Italia è tra i pochi Paesi dell’Unione Europea a non avere ancora il salario minimo. Anche se, in realtà, non è obbligatorio averlo.


Edward Richard Junior Bosco del Dipartimento Cultura dell’associazione InOltre Alternativa Progressista

Ma cos’è il minimo salariale? Quando entra in vigore? Che impatto ha sui salari. Come e quanto cambierebbe la vita dei lavoratori italiani?
E in Sicilia? Quale sarà l’impatto sul lavoro nell’Isola? Ne parliamo con Edward Richard Junior Bosco del Dipartimento Cultura dell’associazione InOltre Alternativa Progressista, che ha presentato una proposta di legge sul salario minimo agli europarlamentari PD On. Franco Roberti, On. Simona Bonafè, On. Pierfrancesco Majorino e On. Massimiliano Smeriglio.

Salario minimo

L’Inchiesta Sicilia – Consiglio, Parlamento e Commissione Ue hanno raggiunto un accordo sul cosiddetto “salario minimo”.
Ma cos’è, in realtà?
Edward Richard Junior Bosco – “Il salario minimo è una retribuzione minima e proporzionata al lavoro svolto e che dovrebbe essere garantito per contrastare la povertà economica dei lavoratori.”

L’Inchiesta Sicilia – Che impatto avrà sui lavoratori italiani?
Edward Richard Junior Bosco – Al momento è un accordo politico raggiunto dalla Commissione, dal Consiglio e dal Parlamento che riguarda una bozza di testo della direttiva “sul salario minimo” che fa riferimento solo, su informali suggerimenti che l’Europa vuole dare agli Stati Europei tra cui l’Italia. La direttiva, ricordiamo che è un atto legislativo dell’UE che stabilisce un obiettivo, che i paesi dell’EU devono realizzare ed a loro volta agli stati membri spetta recepire ed approvare i suggerimenti.
Infine, per sintetizzare i passaggi per l’approvazione di questa direttiva, il testo dovrà essere votato nel Parlamento Europeo e successivamente approvato dal Consiglio.

Tempi previsti per l’approvazione

Si ipotizza che i tempi per l’approvazione di questa direttiva potranno avere  luogo in Autunno. L’impatto che avrà sui lavoratori, ritengo che ad oggi non sia ipotizzabile perché non c’è una proposta definitiva sul salario minimo.
La mancanza del salario minimo, determina la mancanza di tutela del lavoro, incoraggiando la domanda del lavoro con retribuzioni poco dignitose per le persone.
L’introduzione del salario minimo aumenterebbe il potere   d’acquisto del lavoratore riducendo l’ineguaglianza economica. Purtroppo, in Italia, ci sono lavoratori che con le loro retribuzioni basse non riescono ad arrivare a fine mese, inducendoli, per chi può, a dover svolgere più di un lavoro per poter condurre una vita dignitosa per sé stessi e per la propria famiglia.

Un tema cruciale

Il tema del salario è cruciale per il benessere della nostra Società e per la nostra economia. Penso a quei lavoratori o lavoratrici che ricevono offerte lavorative in città come ad esempio Milano e Roma e che per via del costo della vita, tocca a questi lavoratori declinare le proposte economiche, le quali risultano essere troppo basse per condurre una vita indipendente economicamente e dignitosa per sé stessi. Con il salario minimo rivendichiamo una gestione più   democratica della tutela del lavoro. E’ opportuno sottolineare che l’introduzione del salario minimo non sarà l’unica soluzione a tutela del lavoro, ma a garantire tale tutela, bisognerà rimettere in discussione la gestione e le normative a tutela del lavoro attuale.

Impatto sui lavoratori siciliani

L’Inchiesta Sicilia – E sui lavoratori siciliani?
Edward Richard Junior Bosco – La situazione Siciliana è molto complessa. C’è un importante scollamento rispetto il resto dell’Italia per quanto riguarda il costo del lavoro e della vita. L’aumento del costo del lavoro graverà sull’imprenditore, ma ricordiamo che le imprese in Sicilia sono per lo più piccole e medie imprese talune a condizione familiare. Il salario minimo all’inizio dell’introduzione potrà determinare uno stallo per quanto riguarda le nuove assunzioni per via dell’aumento del costo del lavoro. Infatti, ritengo, fondamentale che si attuino delle politiche di sgravio fiscale e incentivi per le aziende.

Impatto sui salari

L’Inchiesta Sicilia – Quale può essere l’impatto sui salari? Secondo la normativa, i salari vanno legati all’inflazione o al costo di un paniere di prodotti. Saranno, comunque, i singoli stati membri che ancora non hanno un salario minimo a fissarne uno?
Edward Richard Junior Bosco – La bozza della direttiva prevede che per definire la retribuzione dei lavoratori a questi devono essere legati i salari all’inflazione oppure al costo di un paniere di beni specifici. Inoltre, laddove il tasso di copertura della contrattazione collettiva sia inferiore a una soglia dell’80%, gli Stati membri devono stabilire un piano d’azione per promuovere la contrattazione collettiva. Tuttavia, le parti sociali dovranno essere coinvolte nelle procedure per fissare ed aggiornare i salari minimi legali.

Previsioni con l’inflazione

L’Inchiesta Sicilia – Cosa si prevede per un paese, come l’Italia, profondamente segnato dall’inflazione e in cui i prezzi sono cresciuti del 5,8 per cento?
Edward Richard Junior Bosco – L’Italia si trova sopraffatta da una serie di fattori e da questa ondata inflazionistica che, anche per via dei bassi salari, l’economia non riesce a produrre nuova domanda ed offerta. L’aumento dei costi per le famiglie e per le aziende determinerà una crisi occupazionale ed economica recessiva del mercato, concentrando i grossi capitali nell’economia azionaria. E’ stato dato il via libera all’accordo sul salario minimo per i lavoratori europei, ma i singoli stati membri non hanno alcun obbligo di adottarlo. Entro 2 anni dovrebbero legiferare e recepire la direttiva in piena autonomia.

Tempi

L’Inchiesta Sicilia – Che tempi si prenderà l’Italia per recepirla, visto che è tra i pochi Stati Europei che non ha ancora legiferato sul tema?
Quanto influirà sulle sorti dei lavoratori questo ritardo?
Edward Richard Junior Bosco – Come ho detto prima il testo della direttiva verrà approvato nel periodo autunnale. Invece, per quanto riguarda l’Italia, al momento, c’è un ddl  di  legge fermo in Senato e ritengo che questa proposta non possa tutelare i lavoratori. 

Nelle regioni ad autonomia speciale

L’Inchiesta Sicilia – La Sicilia che è una regione ad autonomia speciale dovrà seguire l’andamento nazionale?
Edward Richard Junior Bosco – La Regione Siciliana ha competenza legislativa in materia di rapporti di lavoro, quindi concorrente nei limiti dei principi ed interessi generali della legislazione dello Stato. Pertanto, la Regione Siciliana ha competenza legislativa propria in materia di   disciplina di rapporti di lavoro appare tuttoramaggiore di quella conferita alle regioni a statuto ordinario dal nuovo Art.117 Cost. Infine, significa che potrebbe non seguire l’andamento nazionale.

Lavoro nero

L’Inchiesta Sicilia – Come si affronterà la tematica del minimo salariale in un Paese in cui il lavoro nero regna sovrano?
Edward Richard Junior Bosco – La domanda del lavoro nero è una cultura diffusa in particolar modo nel Mezzogiorno che può essere contrastata attraverso azioni legislative sanzionatorie importanti nei confronti dei datori di lavoro. A queste azioni devono essere aggiunte politiche di informazione su quelli che sono i diritti dei lavoratori per favorire scelte consapevoli per il loro inserimento lavorativo. Infine, la direttiva prevede come misure, controlli da parte degli ispettorati del lavoro, informazioni facilmente accessibili sulla protezione del salario minimo e lo sviluppo della capacità delle autorità di contrasto per perseguire i datori di lavoro non conformi.

L’Inchiesta Sicilia – L’associazione InOltre Alternativa Progressista ha redatto un testo legislativo, dopo un confronto con tante associazioni nazionali e confederazioni sindacali.
Cosa prevede questo testo?
Edward Richard Junior Bosco – L’Italia è tra i pochi Stati Europei che non ha ancora legiferato compiutamente sul tema della retribuzione minima. Ed è in forte ritardo rispetto ad altri paesi vicini, come Francia, Germania e Spagna.

Il testo

L’associazione InOltre Alternativa Progressista ha quindi deciso di cimentarsi nella stesura di un testo legislativo dopo aver avviato un dibattito con diverse associazioni nazionali e massime confederazioni sindacali, prendendo spunto dal modello francese sul ruolo e la composizione della commissione di adeguamento ed a partire da una riflessione sugli articoli 36 e 39 della Costituzione Italiana, rispettivamente incentrati sulla retribuzione minima e dignitosa e sul tema della rappresentanza sindacale.

La convinzione su cui poggia

Il testo poggia sulla convinzione che in un contesto come quello italiano, dove si ha una copertura di contrattazione collettiva pari all’80% (seppur con contratti siglati anche a 5.50 euro l’ora), non si può che intraprendere una strada ibrida che conduca a rinvigorire il contratto collettivo come strumento principe della definizione dei minimi contrattuali (esigibilità universale dei contratti collettivi) e prevedere per i settori scoperti, il salario minimo legale. Si propone una preminenza del salario minimo contrattuale, in carenza del quale subentra il salario minimo legale, entrambi comunque   non inferiori a 10 euro lordi l’ora.

I punti salienti


Altri ambiti su cui si interviene nel testo di legge riguardano tanti altri aspetti. La scelta del contratto leader di settore e la definizione dei perimetri contrattuali fra CCNL. Poi, la misurazione della rappresentanza sindacale e datoriale. La commissione di adeguamento per il salario   minimo. A seguire, la partecipazione agli utili da parte dei lavoratori. Ma anche, gli sgravi fiscali a favore delle imprese. Le sanzioni e il controllo da parte dell’Ispettorato del lavoro. L’abrogazione dell’art. 8 del decreto Sacconi, al fine di evitare la derogabilità a livello territoriale dei contratti collettivi e di riportare ad unità un sistema frammentato e disgregato del mondo sindacale (moltiplicazione dei contratti collettivi, sindacati gialli).
Si sottolinea poi nel testo anche la necessità di tutelare i c.d. collaboratori eterodiretti ivi compresi quelli degli ordini professionali.

Tanti giovani scoperti


Tanti giovani nel mondo del lavoro autonomo d’impresa risultano infatti scoperti dietro la retorica della pseudo-formazione, che ha il solo scopo di abbassare i costi del lavoro ed incrina i diritti di un’intera generazione, che non ha neanche più la possibilità di progettare il proprio futuro, poiché priva di libertà economica. L’assenza di disciplina sul tema ha portato al dilagare di rimborsi da fame, volontariato coatto, lavoro gratuito e part-time involontario.

L’Italia tra i pochi Paesi a non avere il salario minimo

L’Inchiesta Sicilia – Sono soltanto sei i Paesi dell’Unione Europea a non avere il salario minimo. L’Italia è tra i pochissimi Paesi europei a non averlo.
Perché?
Edward Richard Junior Bosco – L’Italia ha visto negli ultimi anni una contrattazione collettiva che ha indebolito i salari nazionali e che ha constatato la superiorità degli industriali,  (multinazionali), lasciando inattuato il secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione che recita così: E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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