Un murales per i Danisinni

Redazione

Un murales per i Danisinni

- martedì 20 Marzo 2018 - 09:14
Un murales per i Danisinni

Un murales per i Danisinni. Il murales dell’artista argentino, Guido Palmadessa, racconta Palermo e i Danisinni: «ho voluto interpretare l’intimità di un incontro, che sia quello di una famiglia o di un popolo, il ‘giorno dopo giorno’ che si può vedere qui, camminando per il quartiere, per la città.»

 

Arrivato lunedì scorso a Palermo, l’artista argentino, Guido Palmadessa ha subito voluto visitare Danisinni per immergersi tra le pieghe di una comunità di cui ha sentito parlare e a cui ha donato un grande dipinto murale, sei metri per otto, che affresca la parete posteriore della Chiesa Santa Agnese, abbracciando con lo sguardo l’intero parco in cui sorge l’orto-fattoria. Un’attestazione di stima per la città di Palermo, fucina artistica contemporanea, e per il quartiere che con il progetto ‘Rambla Papireto’ ha attirato, e sta attirando, artisti locali e stranieri che vogliono prendere parte alla riqualificazione in chiave artistica del rione. Guido Palmadessa ha trovato ispirazione passeggiando tra i vicoli e il parco di Danisinni, dialogando con fra Mauro Billetta, parroco della chiesa sant’Agnese, e il professore Enzo Patti, che con la professoressa Valentina Console ha dato vita ai progetti artistici nel quartiere. Un perfetto botta e risposta in siciliano e spagnolo con chi vive e lavora qui ha permesso all’artista argentino di discendere nell’anima del quartiere e coglierne sfumature e identità, che sono elementi centrali delle sue creazioni: «L’idea principale, dopo aver parlato con la gente di Danisinni – spiega l’artista -, è stata quella di dar vita a una scena familiare, affettiva, un po’ come durante il Natale. Ho voluto interpretare il sentimento intimo di questa scena, il momento dell’incontro, che sia di una famiglia, di un popolo. La mia opera rappresenta proprio questo: il quotidiano, il ‘giorno dopo giorno’, quello che si può vedere qui, camminando per il quartiere, per la città».
Una restituzione artistica con una forte impronta sociale è lui stesso a dire che non ama nessuna etichetta preferendo definire la sua una ‘pittura sociale’ che racconta la storia e il contesto in cui si muove. Le sue opere a tecnica mista sono come un fermo immagine nostalgico, eppure vivo e colorato, a tratti iperrealista sebbene l’effetto finale sia un po’ metafisico, sognante. Rotte tra l’Argentina, il Messico, il Cile, la Bolivia, la Germania e adesso l’Italia (la prossima tappa sarà Berlino) che fissano scene di quotidianità, un linguaggio intimo che si costruisce in tele urbane di grandi dimensioni, un collage fatto di pezzi di vita raccattati per strada. Tra una chiacchierata e l’altra Guido ci racconta di avere origini italiane, messinesi e napoletane per l’esattezza, così questo viaggio nasce anche dalla voglia di scoprire i luoghi dove affondano parte delle sue radici. La sua è una famiglia di artisti, i genitori entrambi architetti e gli zii tra i suoi più grandi maestri: Alfredo De Marsico e Graciela Palmadessa, noti pittori. Il suo dipinto è stata una sfida contro il tempo: realizzato in appena cinque giorni, il primo dedicato a uno studio del quartiere e poi a una passeggiata attraverso il centro storico di Palermo, luoghi che hanno costruito in lui l’idea di quest’opera, colta nel gesto intimo di un pasto condiviso.
Fatti i primi bozzetti ha subito tratteggiato sull’enorme parete bianca il suo sguardo su Palermo e sul piccolo quartiere, conquistando il viavai di persone che lo hanno osservato definire il suo quadro intimista. La comunità di Danisinni conquistata dalla genuinità di questo artista-viandante si è adoperata sin dal suo arrivo, lo ha accolto e ospitato, festeggiandolo alla conclusione: «come sempre la comunità di Danisinni è accogliente, lo è sempre stata con tutti, specialmente con gli artisti. Forse il posto così vicino alla natura, forse l’estro che gli abitanti hanno e che usano ogni giorno per vivere, devo dire che gli artisti si trovano bene a Danisinni», racconta Pippo Morello, dell’associazione ‘Insieme per Danisinni’, e componente della Confraternita della Chiesa Santa Agnese che da oltre trent’anni si adopera per il quartiere. Un ringraziamento particolare va allo sponsor di cultura, Cavallaro Arte, che ha fornito il materiale per la realizzazione dell’opera.
La firma di Guido Palmadessa è un altro dei contributi artistici per la rinascita artistica di Danisinni, un quartiere galleria d’arte urbana in continua evoluzione, capace di mettere d’accordo tutte le anime del quartiere: «questo intervento artistico – spiega Valentina Console – è il segnale forte e bellissimo che oggi Danisinni è un luogo al centro dell’attenzione per l’arte, il nostro obiettivo era ed è proprio questo. Fuori dal suo isolamento urbano il quartiere diventa uno spazio privilegiato per la condivisione, per la cultura, luogo sperimentale per lo spettacolo». In attesa che il circo sociale permanente ‘Danisinni Circus’ alzi il proprio tendone all’interno dell’orto-fattoria, il presidio creativo nel quartiere non è mai cessato, con attività e appuntamenti destinati ai cittadini, e l’impegno costante della comunità educativa che raccoglie in sé tutti gli attori di questo cambiamento: la Chiesa Santa Agnese, l’Accademia di Belle Arti, il Comune di Palermo, la Confraternita dei Danisinni, l’associazione ‘Insieme per Danisinni’, i volontari, e tutte le associazioni che hanno preso parte al progetto ‘Rambla Papireto’. Grazie a questo lavoro oggi Danisinni è stato scelto come spazio culturale per eventi collaterali di ‘Manifesta 12’ e ‘Palermo Capitale della Cultura’: XRIVISTA, X=Danisinni, e a settembre ci sarà l’opera-paese, l’intero quartiere sarà trasformato in palcoscenico per l’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti a cura del Teatro Massimo di Palermo; e ancora una serata danzante in piazza con l’Orchestra del Teatro Massimo. In questi mesi si sta inoltre lavorando per la costituzione di un museo sociale con scritture d’artista, da un’idea degli artisti Enzo Patti Valentina Console, e la stretta collaborazione di Calogero BarbaNicola D’Alessandro, Fra Mauro Billetta e Rossella Puccio. A oggi sono oltre un centinaio le opere donate al museo sociale, e tanti altri artisti hanno manifestato l’interesse di prendere parte a questa iniziativa.
Tanti appuntamenti per ricucire il rapporto tra la città e il quartiere affinché Danisinni diventi un percorso turistico e artistico tra i più importanti di Palermo. Per rimanere aggiornati e conoscere le iniziative in programma basta visitare la pagina facebook ufficiale del progetto ‘Rambla Papireto’.